Le fasi della preparazione atletica: dalla tecnica alla performance
Quando si parla di preparazione atletica, spesso si pensa subito a esercizi intensi, grandi carichi e performance da gara. Ma la verità è che nessuna costruzione solida parte dal tetto. Prima di potenziare il motore, serve controllare che il telaio sia a posto, altrimenti la macchina si smonta. Ecco perché in una buona preparazione atletica è importante lavorare in fasi o cicli: si parte sempre da una fase iniziale dedicata alla tecnica e al controllo del movimento, per poi passare per lo sviluppo delle capacità condizionali e approdare solo infine a lavori sport-specifici.
Fase 1 – Tecnica del movimento e controllo motorio
Obiettivo: insegnare al corpo a muoversi bene, prima di muoversi tanto o forte.
Questa è la fase più spesso saltata, ma è anche la più importante. Qui si lavora per migliorare la biomeccanica del movimento, ridurre eventuali scompensi e attivare la muscolatura corretta.
Non ha senso aumentare il carico in uno squat se la meccanica è sbagliata o se non attiviamo i glutei: rischiamo solo infortuni o compensi cronici.
Esempi di esercizi:
- Squat con fermo isometrica e feedback visivo e propriocettivo
- Ponte su panca per attivare correttamente i femorali
- Flessione anca in appoggio a muro per migliorare l’ingaggio dei glutei
“In questa fase non dobbiamo pensare a sollevare di più, ma a muoverci meglio. La tecnica non è un dettaglio, è la base.”
Fase 2 – Aumento di volume delle capacità condizionali di base
Obiettivo: costruire un corpo resistente, stabile e pronto a reggere l’aumento di intensità.
In questa fase si sviluppano qualità come la forza generale, la mobilità dinamica, la resistenza muscolare e la stabilità del core.
Il lavoro è spesso a corpo libero o con carichi medio-leggeri su schemi di movimento base (squat, stacchi, spinte e tirate), sempre con grande attenzione alla qualità esecutiva.
Esempi di esercizi:
- Esercizi di spinta come i pushups
- Plank e varianti
- Rematori con manubrio o anelli
- Affondi camminati con rotazione del tronco
- Mobilità dinamica come Russian swing leggeri
Fase 3 – Forza massima e potenza
Obiettivo: trasformare le basi costruite in forza vera e potenza.
Una volta che il corpo è stabile, mobile e controllato, è il momento di spingere seriamente. In questa fase si lavora con carichi più alti e introduciamo il concetto di potenza: forza applicata nel minor tempo possibile.
Esempi di esercizi:
- Squat, stacco, panca con progressione di carico
- Salti pliometrici su box o in lungo
- Sprint brevi con partenze esplosive
Fase 4 – Specificità e transfer sportivo
Obiettivo: trasferire le qualità allenate nel gesto sportivo.
Qui il lavoro diventa più personalizzato sulla disciplina e orientato alla prestazione reale nello sport praticato. Si simula l’ambiente di gara, si allena la reattività, la rapidità decisionale, la resistenza specifica.
Questo è un lavoro che occupa solo il 10-20% della programmazione, il resto è costruzione di basi solide che supportano la performance.
Esempi di esercizi:
- Sprint con cambi di direzione per sport di squadra
- Lanci rotazionali con palla medica
- Drill reattivi con resistenza (elastici, partner)
- Esercitazioni a tempo o a punteggio per simulare stress mentale e fisico
Conclusione: la performance si costruisce
La preparazione atletica è un processo, non un trucco. E ogni fase ha un ruolo fondamentale.
Saltare la tecnica per andare subito sul carico o a esercizi sport-specifici è come costruire un palazzo su fondamenta di sabbia. Ma se la base è solida, allora ogni fase successiva diventa più efficace, più sicura e più gratificante.
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